PALAZZO ANGELI PORTE APERTE.
Anteprima di un restauro.
Venerdì 8 ottobre dalle 17.00. Media event dalle 16.00.


Un cantiere che si apre agli addetti ai lavori. La riscoperta di un gioiello architettonico che sta per essere restituito allo città. Un occasione per ammirare in anteprima lo stato di avanzamento dell’imponente opera di ristrutturazione dell’edificio settecentesco collocato nel cuore della città di Rovigo.
Tutto questo è “Palazzo Angeli Porte Aperte. Anteprima di un restauro”, la prestigiosa iniziativa che si svolgerà venerdì 8 ottobre dalle 17.00. Media event dalle 16.00.
Guerrato, Opra costruzioni, Sacaim, le imprese realizzatrici dei lavori, invitano i professionisti del settore a compiere un piccolo viaggio emozionale all’interno delle più significative stanze restaurate dello storico edificio.
L’itinerario mostrerà come gli interventi conservativi si siano coniugati all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e alla ricerca più ambiziosa, allo scopo di recuperare la funzionalità pratica del palazzo, restituendo all’opera il pieno valore artistico che lo colloca fra le eccellenze della ricchezza architettonica cittadina.

Palazzo Angeli Porte Aperte. Anteprima di un restauro.
Palazzo Angeli torna a vivere. Grazie alle operazioni di restauro e ristrutturazione lo storico edificio settecentesco situato nel cuore di Rovigo, recupera l’antico splendore.
Guerrato, Opra Costruzioni, Sacaim, le imprese realizzatrici dei lavori, vi invitano a guardare lo stato di avanzamento degli interventi di restauro conservativo e di ristrutturazione che stanno restituendo all’edificio la sua funzionalità ed il suo valore storico-artistico.
“Palazzo Angeli Porte Aperte”, vuole essere l’occasione in cui l’edificio spalancherà le sue porte per farsi conoscere attraverso un viaggio emozionante, sospeso fra classicità ed innovazione, fra le stanze più significative del rinnovato Palazzo. Un’opportunità di confronto che coinvolge le tante professionalità che operano in questo campo.
Le operazioni di restauro, iniziate nel 2007, sono a carattere conservativo, volte a restituire l’antico splendore degli affreschi di Palazzo Angeli, maestoso palazzo nobiliare progettato dall’architetto veronese Francesco Schiavi, erede del Sanmichieli, edificato nel 1780 per volontà dei Conti Angeli.
Dal 1876 appartiene al comune che lo ha adibito nel corso degli anni a sede della prefettura e questura.
Il restauro è stato caratterizzato da un’intensa campagna stratigrafica a conclusione di una prima attenta indagine visiva. Le varie campionature riguardano sia prelievi di frammenti della pellicola pittorica sia indagini più invasive per identificare i vari strati del supporto murario nonché la loro morfologia. Tutto ciò ha permesso una più esatta identificazione della tecnica di esecuzione dell’artista, nonché la rilevazione dei leganti e la natura dei pigmenti.
Durante la visita saranno percorse le stanze più significative, prime fra queste il salone nobile. Gli affreschi qui presenti che da un lato raffigurano Orfeo ed Euridice, dall’altro Giove ed Issione sono da attribuire a Giovanni Battista Canal, nipote del famoso Canaletto.
Il vano scala, che è il corpo d’accesso al salone nobile, è costituito da pareti in marmorino bianco, ad opera di Basilio Serena, e da dall’imponente balaustra della scala in pietra vicentina, con i relativi putti (uno dei quali è stato sostituito da un lampione nei primi anni del novecento) che rappresentano le arti della pittura e della scultura. Ai piedi della scala, posizionata all’interno di una nicchia, si può ammirare la statua della Concordia ad opera dello scultore veronese Gaetano Muttoni.
Un’altra stanza particolarmente interessante è quella ritenuta la camera nuziale dei Conti Angeli.
La peculiarità di questa stanza è data dalla tecnica di esecuzione utilizzata dall’artista,Vincenzo Gazzotto: su uno sfondo blu sono ritratte delle grottesche bianche e dei racconti mitologici che narrano la storia di Amore e Psiche, avvalendosi dell’utilizzo di mascherine e stampini.
La visita procede nella stanza oro, chiamata così perché caratterizzata da filettature in foglia d’oro su una base in rilievo di gesso, decorazioni di grottesche policrome su sfondo in marmorino bianco.
L’ultima stanza che interesserà il nostro itinerario è una stanza in marmorino rosa. L’intera superficie era ricoperta da vari strati di scialbature che nascondevano i marmorini originali; si è proceduto quindi all’eliminazione degli scialbi e al risanamento delle lacune che è stato effetuato con la preparazione di un marmorino più similare sia dal punto di vista cromatico che materico all’originale.
Un’occasione unica per gli addetti ai lavori per visitare il cantiere aperto ed avere un’anteprima sullo stato di avanzamento del restauro.
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